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Il segreto delle vere graffe napoletane super soffici

Il segreto delle vere graffe napoletane super soffici

Soffici dentro, dorate fuori e ricoperte da un sottile strato di zucchero: le graffe napoletane sono uno di quei dolci fritti che conquistano già al primo morso. Il punto fondamentale è ottenere un impasto morbido ma lavorabile, lasciarlo lievitare senza fretta e friggere alla temperatura corretta. In questa versione utilizziamo le patate lesse, che contribuiscono a mantenere l’interno particolarmente tenero. La ricetta è pensata anche per chi non ha molta esperienza con gli impasti lievitati: basta rispettare dosi, tempi e temperatura dell’olio.

Informazioni pratiche

  • Preparazione: 35 minuti
  • Riposo: 2 ore e 30 minuti circa
  • Cottura: 20 minuti
  • Tempo totale: circa 3 ore e 25 minuti
  • Porzioni: 12 graffe
  • Difficoltà: media
  • Attrezzatura: casseruola profonda per friggere, schiumarola e termometro da cucina consigliato

Ingredienti

Per circa 12 graffe:

  • 250 g di farina Manitoba
  • 250 g di farina 00
  • 200 g di patate, pesate già lessate e sbucciate
  • 120 ml di latte intero tiepido
  • 7 g di lievito di birra secco
  • 70 g di zucchero semolato
  • 2 uova medie, circa 100 g senza guscio
  • 60 g di burro morbido
  • 5 g di sale fino
  • scorza finemente grattugiata di 1 limone non trattato
  • 1 litro di olio di arachidi per friggere
  • 120 g di zucchero semolato per la copertura

Preparazione

  1. Prepara le patate e il lievito. Lessa le patate finché una forchetta entra facilmente nella polpa, quindi sbucciale e pesane 200 g. Schiacciale finemente con uno schiacciapatate e lasciale raffreddare completamente. Intanto versa il lievito di birra secco nel latte tiepido, idealmente a 25-30 °C, mescola e lascia riposare per 5 minuti. Il latte non deve essere caldo: temperature elevate possono compromettere l’attività del lievito.
  2. Forma l’impasto. In una ciotola capiente mescola farina Manitoba e farina 00. Aggiungi i 70 g di zucchero, le patate ormai fredde, le uova, la scorza di limone e il latte con il lievito. Impasta per circa 8-10 minuti, a mano oppure con una planetaria a velocità medio-bassa. All’inizio l’impasto apparirà appiccicoso; evita di correggerlo aggiungendo grandi quantità di farina.
  3. Incorpora burro e sale. Aggiungi il burro morbido poco alla volta, aspettando che ogni porzione sia stata assorbita prima di inserire la successiva. Unisci infine i 5 g di sale. Continua a impastare per altri 8-10 minuti. Alla fine dovrai ottenere un impasto elastico, molto morbido e abbastanza liscio, capace di staccarsi parzialmente dalle pareti della ciotola pur rimanendo leggermente appiccicoso.
  4. Fai la prima lievitazione. Forma delicatamente una palla e sistemala in una ciotola capiente. Copri e lascia lievitare in un luogo riparato, idealmente a 24-26 °C, per circa 1 ora e 30 minuti, o comunque finché il volume sarà quasi raddoppiato. In una cucina più fresca potrebbero servire anche 2 ore: osserva l’impasto più dell’orologio.
  5. Forma le graffe. Trasferisci l’impasto sul piano leggermente infarinato e dividilo in 12 pezzi da circa 85-90 g. Forma delicatamente delle palline, poi crea un foro al centro di ciascuna e allargalo con le dita fino a ottenere un anello. Il foro deve essere piuttosto ampio, circa 4 cm, perché durante la seconda lievitazione tenderà a restringersi. Sistema le graffe su piccoli quadrati di carta forno, ben distanziate.
  6. Procedi con la seconda lievitazione. Copri senza schiacciare l’impasto e lascia riposare per 45-60 minuti a temperatura ambiente. Le graffe devono apparire chiaramente gonfie e leggere. Premendo molto delicatamente un punto con un dito, l’impronta dovrebbe risalire lentamente. Se torna immediatamente indietro, concedi all’impasto ancora qualche minuto.
  7. Friggi alla temperatura giusta. Scalda l’olio di arachidi in una casseruola profonda fino a 170-175 °C. Immergi 2 graffe alla volta, eliminando con attenzione la carta forno appena si stacca. Friggi per circa 1 minuto e 30 secondi per lato, girandole quando la parte immersa è uniformemente dorata. Mantieni l’olio nell’intervallo indicato: troppo freddo rende le graffe più unte, mentre una temperatura eccessiva colora l’esterno prima che l’interno sia cotto.
  8. Passale nello zucchero. Scola le graffe con una schiumarola e appoggiale brevemente su carta assorbente, per circa 30-60 secondi. Quando sono ancora calde ma non grondanti d’olio, passale nei 120 g di zucchero semolato, ricoprendole su entrambi i lati. Lasciale intiepidire qualche minuto prima di servirle: l’interno deve risultare soffice, leggero e ben cotto.

Consigli per riuscire la ricetta

Lascia raffreddare completamente le patate. Se vengono aggiunte ancora calde, possono modificare la consistenza dell’impasto e aumentare inutilmente la temperatura durante la lavorazione.

Non aggiungere troppa farina. Un impasto molto morbido è normale. Aggiungendo farina fino a renderlo asciutto e facile da manipolare si rischiano graffe più dense.

Controlla la temperatura dell’olio. Un termometro da cucina è il sistema più affidabile. Dopo ogni frittura aspetta che l’olio ritorni intorno ai 170-175 °C.

Friggi pochi pezzi alla volta. Inserire troppe graffe contemporaneamente abbassa rapidamente la temperatura dell’olio e rende la cottura meno uniforme.

Rispetta la lievitazione reale. I tempi cambiano in base alla temperatura della cucina. L’impasto deve aumentare visibilmente di volume senza arrivare a una sovralievitazione che lo renda fragile.

Zucchera le graffe ancora calde. Se aspetti che diventino completamente fredde, lo zucchero aderirà molto meno alla superficie.

Varianti e sostituzioni

Puoi sostituire la scorza di limone con la scorza grattugiata di un’arancia non trattata: la struttura rimane invariata, mentre il profumo diventa più dolce e agrumato.

Il latte intero può essere sostituito con la stessa quantità, 120 ml, di latte parzialmente scremato. Le graffe saranno comunque morbide, anche se leggermente meno ricche.

Se non hai farina Manitoba, puoi utilizzare 500 g di una farina per lievitati con circa 12-13 g di proteine per 100 g. Una farina molto debole, invece, può rendere più difficile ottenere un impasto elastico.

È possibile preparare anche piccoli bomboloni anziché anelli: forma palline dello stesso peso e friggi mantenendo la temperatura dell’olio a 170 °C, controllando attentamente che il centro risulti completamente cotto.

Conservazione

Le graffe danno il meglio il giorno stesso, possibilmente ancora tiepide. Una volta fredde possono essere conservate per circa 24 ore in un contenitore ben chiuso a temperatura ambiente. Per recuperare un po’ di morbidezza, scaldale per pochi secondi nel microonde oppure per 3-4 minuti in forno statico a 150 °C. Puoi congelare le graffe già fritte e completamente fredde, preferibilmente senza zucchero, per circa 1 mese. Scongelale completamente e scaldale prima di servirle. Non ricongelare un prodotto già scongelato.

Domande frequenti

Perché le graffe assorbono troppo olio?

La causa più frequente è una temperatura di frittura troppo bassa. Mantieni l’olio tra 170 e 175 °C e friggi soltanto pochi pezzi alla volta.

Posso preparare l’impasto in anticipo?

Sì. Dopo aver impastato, puoi coprire bene la ciotola e lasciare maturare l’impasto in frigorifero per una notte. Il giorno seguente lascialo tornare gradualmente a temperatura ambiente prima di formare le graffe e procedere con la seconda lievitazione.

Perché le mie graffe sono compatte invece che soffici?

Le cause più comuni sono un impasto troppo ricco di farina, una lievitazione insufficiente o un impasto lavorato troppo poco. La massa finale deve essere elastica e morbida, non asciutta e rigida.

Posso cuocerle in forno invece di friggerle?

Tecnicamente sì, ma il risultato sarà diverso dalle graffe fritte. Dopo la seconda lievitazione puoi cuocerle in forno statico preriscaldato a 180 °C per circa 15-18 minuti, fino a leggera doratura. Otterrai un dolce più simile a una brioche soffice che alla tradizionale graffa fritta.